Francesco De Gaetano

L\’ARREDAMENTO BIOECOLOGICO

Quando parliamo di arredamento gli aspetti da prendere in considerazione sono essenzialmente due:

  1. La salubrità
  2. L’ecosostenibilità

Tutto, come in ogni aspetto relativo all’involucro edilizio, deve essere rapportato al benessere, benessere per l’uomo e benessere per l’ambiente.

SALUBRITA’

Iniziamo parlando di salubrità e ci relazioniamo quindi con la qualità dell’aria indoor.

Parliamo cioè di emissioni.

Tra i VOC più presenti nell’arredamento c’è senz’altro la formaldeide.

La formaldeide, come puoi leggere qui, è un gas incolore e dall’odore acre, è molto solubile in acqua e reattiva in molte sintesi. Tra le tante cose la troviamo presente anche nei leganti e negli adesivi e quindi nei pannelli di legno e nei truciolari

Ma quali sono i fattori di rischio della formaldeide?

in sintesi la formaldeide è molto irritante per le mucose e potenzialmente cancerogena.

Sul breve periodo gli effetti che si possono riscontrare sono irritazioni, infiammazioni, in particolar modo delle vie respiratorie e delle mucose, disturbi della vista, nausea, eczemi.

Nel lungo termine può dare effetti genotossici e forme tumorali.

Questo agente inquinante è tanto importante e pericoloso per la salute da indurre la legislazione ad una classificazione dei pannelli in legno in base alla emissione della formaldeide

L’impiego della formaldeide nel settore legno

Per ciò che riguarda specificatamente il settore del legno, la formaldeide trova applicazione nella produzione di resine ureiche che sono impiegate per la preparazione di vernici, di adesivi e di carte impregnate per la nobilitazione.

L\’utilizzo principale di queste resine si ha comunque nella produzione di pannelli.

Praticamente tutte le tipologie di pannelli (particelle, MDF, compensati, etc.) sono realizzate quasi esclusivamente con questo adesivo termoindurente.

L\’elevata \”affinità per il legno\” unita all\’indurimento indotto da catalizzatori acidi e dal calore, porta alla costituzione di reticoli tridimensionali di resina che rappresentano una struttura legante molto efficace per il legno.

I motivi dell’elevato impiego delle resine ureiche nella produzione di pannelli sono essenzialmente tre:

-costo relativamente basso;

-prestazioni adeguate all\’utilizzo del prodotto;

-facilità di impiego.

Controindicazioni

Per effetto di fenomeni chimici chiamati di idrolisi la formaldeide viene, infatti, continuamente liberata dalla stessa resina ureica di cui è costituito il pannello e quindi emessa in ambiente.

In considerazione del numero di pannelli che costituiscono i mobili, le quantità di formaldeide liberate o liberabili negli ambienti di vita, possono essere in alcuni casi superiori ai limiti consentiti e quindi potenzialmente cancerogeni

Classi di emissione di formaldeide in Europa (fonte: Federlegno)

I pannelli a base di legno vengono classificati in base alle loro emissioni di formaldeide seguendo i criteri delineati nelle norme tecniche di settore e riassunti nell\’appendice B della UNI EN 13986.

Questo sistema, originariamente stabilito dalla legislazione nazionale tedesca, nel tempo è diventato riferimento comune per il resto della UE.

I pannelli possono essere classificati in una delle due classi E1 o E2.

La classe di emissione viene assegnata al prodotto sulla base di prove iniziali di tipo e di prove periodiche di controllo della produzione.

I parametri che caratterizzano i pannelli di classe E1 sono i seguenti:

  • Prove iniziali di tipo:

tutti i tipi di pannello devono presentare emissioni minori o uguali a 0,124 mg/mc aria, misurate con il metodo UNI EN 717-1 (metodo della camera);

  • Prove di controllo della produzione:

i pannelli grezzi di particelle, di MDF o di OSB devono avere un contenuto di formaldeide minore o uguale a 8 mg/100 g di pannello essiccato in forno, misurato con il metodo UNI EN 120 (metodo del perforatore).

Tutti gli altri tipi di pannello, compresi quelli verniciati, nobilitati o placcati, devono presentare emissioni minori o uguali a 3,5 mg/mq h, se misurate con il metodo UNI EN 717-2 (metodo della gas-analisi).

I pannelli di classe E1 (a basse emissioni) possono essere quindi utilizzati senza causare una concentrazione di equilibrio nell\’aria della camera di prova (definita nella norma UNI EN 717-1) maggiore di 0,1 ppm, limite raccomandato dall\’Organizzazione Mondiale della Sanità per gli ambienti di vita e soggiorno.

Ricordiamo che in Italia il Decreto 10 ottobre 2008 ha vietato l’utilizzo e la commercializzazione di pannelli di classe E2

Quindi è necessario per la nostra salute scegliere prodotti che abbiano almeno pannelli con classe E1.

Molto meglio se in legno massello con emissività pari a 0 se trattati adeguatamente come poi vedremo in seguito

D.M. 10/10/2008

cosa dice la legislazione riguardo la produzione di elementi con pannelli classe E1?

Decreto Ministeriale del 10-10-2008 art. 1

Disposizioni riguardanti fabbricazione, importazione e immissione in commercio di pannelli a base legno e manufatti con essi realizzati sia semilavorati che prodotti finiti contenenti formaldeide, al fine di garantire la protezione della salute umana nel loro impiego negli ambienti di vita e soggiorno (ambienti indoor)

Decreto Ministeriale del 10-10-2008 art. 2

I pannelli a base legno e manufatti con essi realizzati    sia semilavorati che prodotti finiti contenenti formaldeide, non possono essere immessi in commercio se la concentrazione di equilibrio di formaldeide che essi provocano nell’aria dell’ambiente di prova supera il valore di 0,1 ppm (0,124 mg/m3)

Decreto Ministeriale del 10-10-2008 art. 4

•             I prodotti interessati alla Marcatura CE (edilizia), seguono la norma armonizzata di riferimento UNI EN 13986

•             Per quanto riguarda il contenuto di formaldeide in pannelli a base di legno e manufatti connessi realizzati sia semilavorati che prodotti finiti di classe E1 non interessati dalla  marcatura CE, sono soggetti alla valutazione di conformità secondo la norma UNI EN 13986.

La classe E1 è obbligatoria in Italia, ma bisogna anche dichiararla!

Abbiamo detto poc’anzi che in Italia con il Decreto Ministeriale 10 ottobre 2008 è stata imposta la conformità alla classe E1 per l’emissione di formaldeide di tutti i materiali compositi a base legno.

Non solo coloro che producono, importano o immettono sul mercato pannelli a base di legno (compensati, MDF, OSB, truciolari, multistrati, listellari eccetera) sono tenuti a consegnare i prodotti accompagnati da una dichiarazione di conformità che attesti la loro rispondenza alla classe E1 (sulla base della norma EN 13689) per quanto riguarda l’emissione di formaldeide, ma anche chi realizza prodotti con essi fabbricati (porte interne, pannellature, mobili, controsoffitti, pedane, rivestimenti per blindate eccetera)

I produttori di pannelli sono quindi obbligati a verificare l’emissione di formaldeide rispettando le procedure dalla norma di cui sopra e a eseguire controlli di produzione.

Come devono comportarsi i produttori di manufatti che non aggiungono potenziali fonti di formaldeide? Chi nella produzione o realizzazione di manufatti non utilizza colle Urea- Formaldeide, Urea-Melamina-Formaldeide, Melamina-Formaldeide e Fenolo-Formaldeide o loro combinazioni, sono esentati dai test e dal controllo di produzione, ma debbono comunque emettere la dichiarazione sull’emissione di formaldeide basandosi su quelle provenienti dai loro fornitori.

Chi invece aggiunge post fornitura potenziali fonti di formaldeide?

In questo casi sono equiparati ai produttori di pannelli e debbono quindi eseguire i test per il controllo di produzione.

Ovviamente la legislazione prevede che chiunque immetta sul mercato manufatti contenenti formaldeide in difformità alle indicazioni del decreto, anche nei termini della prevista dichiarazione, è soggetto a sanzioni che possono essere sia amministrative che penali.

LE FINITURE

Tra le fonti di emissione non c’è solo la materia prima

Anche i materiali usati per le finiture potrebbero pregiudicare la qualità del legno usato per la realizzazione del mobile.

Non di rado possiamo incontrare elementi di arredo in legno massello rifiniti con impregnanti e vernici tossiche, piene di VOC. È necessario, in fase di acquisto chiedere schede tecniche e certificazioni relative agli olii, cere, impregnanti e vernici usate,

Se, invece , vi rivolgete ad una falegnameria, controllate o fate controllare dal vostro tecnico, tutte le fasi: dalla scelta del legno, massello o pannelli E1, alla preparazione del legno attraverso l’uso di antitarme, impregnanti e finiture varie.

Esistono sul mercato diverse aziende italiane con prodotti molto validi e laboratori di ricerca all’avanguardia e la tradizione italiana di restauratori ha dato basi importanti per l’industria di vernici bioecologiche.

LE CERTIFICAZION: FSC E PEFC

FSC è stato fondato nel 1993. In qualità di ente attivo a livello mondiale per la promozione di una gestione responsabile delle foreste, FSC è riconosciuto da organizzazioni ambientaliste, imprese, associazioni impegnate socialmente e rappresentanti delle industrie del legno e della carta. Si tratta di un’organizzazione indipendente che incoraggia l\’adozione di regole riconosciute globalmente per garantire che il legno venga prodotto in modo razionale e corretto in termini di tutela ambientali e sociali.

Include tra i suoi membri ONG e gruppi ambientalisti (WWF, Greenpeace), sociali (National Aboriginal Forestry Association of Canada), proprietari forestali, industrie che commerciano e lavorano il legno e la carta (Tetra Pak, Mondi), gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, ricercatori e tecnici, per un totale di quasi 900 membri.

Un prodotto con marchio FSC® certifica che la materia prima proviene da fonti sostenibili/responsabili.

Ovvero viene garantito che lo sfruttamento delle risorse forestali avvenga nel rispetto delle normative per garantire le tutele sociali, economiche ed ecologiche delle generazioni odierne e future.


Obiettivo è incentivare la gestione sostenibile e responsabile dei patrimoni boschivi.

La foresta di origine viene controllata e valutata in conformità a standard (principi e criteri di buona gestione forestale), che sono stabiliti ed approvati dal Forest Stewardship Council® a.c.

In quest’organo di controllo convergono tutte le parti interessate.

In Italia FSC nasce nel 2001 come associazione no-profit, in armonia con gli obiettivi di FSC Internazionale.

Tra le attività le più importanti

• la definizione di standard di buona gestione forestale adatti alle diverse realtà forestali del territorio italiano;
• la promozione di studi e progetti pilota sui temi della gestione forestale sostenibile, della certificazione e del mercato dei prodotti forestali certificati.

Cosa garantisce

Una gestione forestale rispettosa dell\’ambiente che assicuri la raccolta dei prodotti legnosi e non legnosi del bosco e che mantenga la biodiversità, la produttività e i processi ecologici.

Una gestione forestale socialmente utile che aiuti sia la popolazione locale sia la società in generale a godere di benefici a lungo termine.

Una gestione forestale economicamente sostenibile. Significa che le operazioni forestali sono strutturate e gestite in modo da essere sufficientemente redditizie, senza generare profitto finanziario a scapito delle risorse forestali, dell\’ecosistema, o delle comunità interessate.

LA CERTIFICAZIONE PEFC

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Il PEFC Italia è un’associazione senza fini di lucro che costituisce l’organo di governo nazionale del sistema di certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes), cioè il Programma di Valutazione degli schemi di certificazione forestale.

Anche Il PEFC come FSC è un’iniziativa internazionale basata su una larga intesa delle parti interessate all’implementazione della gestione forestale sostenibile a livello nazionale e regionale.

Partecipano allo sviluppo del PEFC i rappresentanti dei proprietari forestali e dei pioppeti, dei consumatori finali, degli utilizzatori, dei liberi professionisti, del mondo dell’industria del legno e dell’artigianato.

Tra i suoi obiettivi c’è quello di migliorare l\’immagine della selvicoltura e della filiera foresta–legno, di commercializzando legno e prodotti della foresta derivanti da boschi e impianti gestiti in modo sostenibile.

Le foreste certificate vengono regolarmente controllate da ispettori indipendenti.
Seguendo i seguenti principi

Il PEFC:

  • conservare la foresta come habitat per animali e piante,
  • mantenere la funzione protettiva delle foreste nei confronti dell’acqua, del terreno e del clima,
  • tutelare la biodiversità degli ecosistemi forestali,
  • verificare l’origine delle materie prime legnose,
  • prevedere il taglio delle piante rispettando il naturale ritmo di crescita della foresta,
  • prevedere che le aree soggette al taglio vengano rimboschite o preferibilmente rigenerate e rinnovate naturalmente,
  • tutelare i diritti e la salute dei lavoratori,
  • favorire le filiere corte,
  • garantire i diritti delle popolazioni indigene e dei proprietari forestali.

L’importanza del legno per Clima e CO2

Costruire e arredare con il legno significa proteggere attivamente il clima

Sia che sia piantato sia che sia tagliato l\’albero è un sistema bio-climatico

Durante la loro crescita,

  • gli alberi nei boschi assorbono enormi quantità di anidride carbonica.

l\’albero, in quanto organismo vivente, assorbe dall\’atmosfera anidride carbonica (CO2).

In questo modo sottrae una sostanza estremamente nociva per il clima, la trasforma in innocuo carbonio e rilascia nell\’ambiente l\’ossigeno liberato (O).

Quest\’ultimo si miscela con l\’azoto contenuto nell\’atmosfera in un rapporto del 78:21%, generando l\’aria che respiriamo.

Il carbonio (C) invece rimane imprigionato nell\’albero. Esso costituisce, per così dire, l\’impalcatura del processo di crescita organica e continua ad essere disponibile fintanto che l\’albero si preserva nel bosco o sotto forma di materiale da costruzione.

Per effetto del processo di fotosintesi degli alberi, in un metro cubo di legno rimane imprigionata una tonnellata di CO2. Questa quantità di CO2 viene sottratta all\’atmosfera fino a quando il legno marcisce o viene bruciato, tornando poi nell’atmosfera.

Pertanto non solo i boschi, ma anche le opere edili, i mobili o addirittura i giocattoli in legno rappresentano una preziosa riserva di carbonio che offre un contributo essenziale alla riduzione del contenuto di CO2 dell\’atmosfera.

L\’albero preserva il suo contenuto di carbonio per tutto il ciclo di vita del prodotto. L’aumento dell’impiego del legno, materia prima a bilancio neutro di CO2, svolge un ruolo di primo piano nella riduzione globale delle emissioni di CO2 e rappresenta pertanto un fattore essenziale ed efficace per la tutela del clima. Perché il legno può contrastare attivamente l\’ulteriore aumento della concentrazione di CO2 nell\’atmosfera terrestre e la conseguente intensificazione dell\’effetto serra, all\’origine del riscaldamento globale, del cambiamento climatico e di tutte le sue conseguenze.

Riserva di CO2 nei secoli

I prodotti in legno sono quindi una riserva di CO2 e, a seconda dell\’uso previsto, possono rimanerlo per molti secoli. Incoraggiando l\’uso dei prodotti in legno in alternativa ad altri materiali da costruzione che sono fonte di CO2, sarà possibile limitare progressivamente le emissioni di CO2nell\’atmosfera: si tratta del cosiddetto \”effetto di sostituzione\”.

Cosa significa in concreto? Si parla di \”sostituzione materiale\” quando il legno o i prodotti del legno vengono impiegati in alternativa ad altri materiali (ad es. cemento, piastrelle, acciaio, alluminio) come materia prima o materiale da costruzione.

Le conseguenze sul bilancio di CO2 sono positive, in quanto gli altri prodotti sono associati a maggiori emissioni di CO2 e spesso presuppongono un consumo molto più intensivo di energia da combustibili fossili (petrolio, carbone) in fase di produzione e trasporto. A differenza degli altri prodotti, al termine del suo ciclo di vita il legno può essere riutilizzato anche per scopi energetici. Pertanto appare alquanto ragionevole sostituire quanti più prodotti possibile con il legno al fine di ridurre le emissioni di CO2.

Arredare in maniera consapevole fa bene alla tua salute e a quella del pianeta

arch. Francesco De Gaetano

Francesco De Gaetano

Architetto dal 1998, specializzato in progettazione residenziale e bioarchitettura. La cifra stilistica della mia progettazione è frutto di ascolto, analisi, ricerca ed esperienza trentennale. Un connubio tra funzionalità ed estetica, tra comfort e forma. FD project, il mio studio di architettura e interior design, è un laboratorio artigianale di design e progettazione, dove ogni progetto nasce dall’incontro tra creatività, pianificazione e una solida capacità di trovare soluzioni efficaci per affrontare ogni sfida realizzativa.

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