Francesco De Gaetano

ILLUMINAZIONE: sole, luce e salute

La bellezza di una casa dipende essenzialmente da due fattori: volume e luce.

A rendere piacevoli i colori delle pareti, le forme e le essenze dei mobili, la trama di tendaggi e divani sono il volume degli spazi e l’illuminazione naturale e artificiale.

I progressi tecnologici degli ultimi 30 40 anni dell’illuminotecnica hanno garantito la possibilità di una ampia gamma di scelte con notevoli risultati sia in termini di prestazioni sia in termini di qualità.

Di contro però, la possibilità che il mercato illuminotecnico offre di illuminare con determinate prestazioni nei più disparati contesti architettonici ha di fatto quasi azzerato l’attenzione dei progettisti verso uno degli aspetti più importanti dell’architettura: la luce naturale.

Luce naturale che, invece, è fortemente legata al concetto di benessere e di qualità della vita.

Essere costantemente illuminati da lampade o con poca luce solare a disposizione determina nel nostro organismo squilibri notevoli che alterano processi di vitale importanza pregiudicando perfino la salute.

IL RITMO CIRCADIANO

Le funzioni del corpo umano sono coordinate da un sistema costituito da una rete di orologi biologici. Orologi che hanno appunto un arco di 24 ore.

Secondo la cronobiologia, branca della medicina che si occupa della variabile tempo applicata alle funzioni vitali, tutte le funzioni umane sono soggette a ritmi coordinati secondo varie tabelle di marcia dell’ambiente circostante.

Tra i ritmi di maggiore rilevanza c’è la ciclicità del sole a cui è legata la presenza o meno della luce.

È proprio il ritmo circadiano a programmare il nostro organismo per iniziare la giornata.


Fonte: dal web

Tra le 5 e le 6 del mattino, quindi prima del nostro risveglio, aumentano i battiti cardiaci, la pressione sanguigna e la temperatura corporea. Inoltre si registra l’aumento del tasso dell’idrossicorticosterone, ormone paragonabile ad una sorte di carica batteria.

Tutta la nostra giornata viene regolata e scandita da questi ritmi.

Intorno alle 9 del mattino si riduce notevolmente il tasso di melatonina ed aumento invece quello della noradrenalina, ormone che produciamo addirittura quando ci sentiamo in pericolo.

Da qui a mezzogiorno il sistema nervoso simpatico aumenta la propria attività.

Cosa fa il sistema nevoso simpatico?

Controlla la funzionalità ghiandolare e intestinale, i vasi sanguigni e il cuore.

Sostiene il maggior dispendio di energia nelle situazioni più stressanti, innalzando il livello glicemico.

Verso mezzogiorno la temperatura corporea è ancora in aumento

Verso le tre del pomeriggio la pressione arteriosa è ai suoi massimi livelli.

Dalle cinque del pomeriggio inizia nuovamente ad aumentare il tasso di melatonina, ormone che regola il sonno.

Intorno alle dieci di sera il battito cardiaco e la pressione sanguigna iniziano a diminuire di intensità.

Vediamo altri fenomeni che avvengono nel nostro organismo legati al ciclo della luce naturale

Tra le nove e le dieci le nostre mani possiedono il massimo della forza

Tra le dieci e mezzogiorno raggiungiamo il massimo dell’attività cerebrale

Intorno alle tredici abbiamo la massima produzione di succhi gastrici indipendentemente se stiamo mangiando o meno

Tra le 17 e le 19 olfatto e udito sono più acuti

Tra le sei e le otto la pelle diventa più porosa

Effetti sulla memoria

Dalle 10 alle 12 la memoria a breve termine è al massimo della sua efficienza

Dalle 18 alle 24 è invece la memoria a lungo termine ad essere alla massima efficienza

EFFETTI SUL BENESSERE FISICO

Come abbiamo visto i ritmi del nostro corpo sono coordinati in maniera ciclica. I tempi di questo ciclo sono scanditi dalla ciclicità della luce solare e del buio notturno. Di conseguenza anche le sostanze e i tessuti del nostro corpo sono soggetti a cambiamenti periodici nell’arco delle 24 ore.

EFFETTI SULLE CELLULE

Nei vari momenti della giornata le nostre cellule si trovano a svolgere compiti differenti a seconda della funzione e dell’organo a cui appartengono.

Ogni cellula del nostro corpo è formata da diverse parti. Ogni giorno ciascuna di queste parti svolge un particolare compito

Ed ogni funzione cellulare possiede un proprio ritmo circadiano.

Inoltre ogni cellula fa parte del sistema cellulare che a sua volta determina il ritmo circadiano dei fluidi e degli organi a cui è collegato.

L’influenza che il ritmo circadiano ha sul benessere complessivo del nostro organismo è ormai cosa nota.

Il corpo difatti reagisce a ritmi legati al trascorrere del tempo. Ritmi che vanno dal periodo stagionale a quello mensile fino al ritmo giornaliero. Tale periodicità determina anche le differenti reazioni che l’organismo può avere nei confronti della malattia.

Molti disturbi legati a diverse patologie hanno manifestazioni diverse a seconda del tempo e dei suoi cicli.

Ad esempio chi soffre d’asma ha più difficoltà respiratorie di notte o appena svegli; ciò significa che la funzionalità dei polmoni e delle vie respiratorie sono meno efficaci durante le ore di buio oltre al fatto della difficoltà dovuta alla posizione prona.

Certe persone che soffrono di angina pectoris patiscono in maniera particolare di notte o al mattino presto. Periodo nel quale la pressione arteriosa e i battiti cardiaci rallentano per favorire il riposo notturno.

EFFETTI SULL’EFFICACIA DEI FARMACI

Anche la farmacologia moderna si sta avvalendo delle scoperte della cronobiologia.

Infatti il nostro corpo reagisce in maniera differente ai farmaci a seconda dell’ora in cui vengono somministrati i quali hanno effetti e tossicità diversi.

Studiando l’orologio biologico la cronoterapia ha analizzato la distribuzione delle sostanze farmacologiche nel sangue durante l’arco della giornata e quando ogni singolo organismo è più sensibile ai vari farmaci.

Ad esempio, cortisonici e antidepressivi risultano più efficaci se somministrati al mattino, come pure determinati tipi di farmaci ipertensivi.

Invece i tranquillanti, gli antidolorifici, gli antiinfiammatori e gli antiipertensivi sono più indicata per una somministrazione nel tardo pomeriggio o in serata.

Inoltre è risaputo che esistono persone a prevalenza simpatica, le cosiddette “diurne”, e quelle invece a prevalenza parasimpatica, che si trovano più a loro agio, perfino nel lavoro, durante le ore notturne.

EFFETTI SUL SONNO

Quando pensiamo alla relazione uomo – luce è istintivo e conseguenziale pensare alla relazione ciclica giorno – notte o luce – buio e dei relativi mutamenti biologici che avvengono durante le due diverse fasi.

Tali mutamenti dipendono da processi che sono interni al nostro organismo. Questi processi possono essere considerati il nostro orologio biologico. Il nostro orologio biologico a sua volta determina il differente comportamento del nostro organismo che si regola in base al sorgere o al tramontare del sole.

Per far funzionare questa organizzazione serve un elemento che funge da sincronizzatore del tempo biologico.

Questo elemento sarebbe la melatonina di cui abbiamo già ampliamente parlato riguardo la qualità e l’importanza del riposo notturno. Al corretto riposo influenzato da fattori quali posizione del letto, campi elettromagnetici e qualità del letto, aggiungiamo adesso un altro elemento importantissimo: la luce solare.

Se ben ricordate abbiamo detto che la melatonina è un ormone prodotto dalla ghiandola pineale o ipofisi che dir si voglia che a sua volta regola il corretto funzionamento di altre ghiandole.

Alla sintesi della melatonina nel corpo pineale spetta un ruolo importante nel processo di ricezione/effetto della luce attraverso i nostri occhi. Infatti i segnali luminosi una volta ricevuti dall’occhio vengono trasportati attraverso i nervi alla ghiandola pineale per regolare la quantità di melatonina che andrà nel sangue per essere messa in circolo.

Durante il buio la secrezione di melatonina aumenta per poi diminuire sotto la luce del sole.

EFFETTI SULLA PSICHE

Diversi studi hanno dimostrato che un buon livello di luminosità possono alleviare le condizioni dei pazienti che soffrono della cosiddetta depressione invernale.

È scientificamente provato che alcuni stati d’animo e conseguentemente diversi parametri biologici sono legato al ritmo delle stagioni, ovvero alla diversa quantità di luce solare recepita.

Gli studiosi ritengono che possa essere la produzione di melatonina responsabile dei disturbi emotivi legati alla stagione invernale. Il motivo è sarebbe dovuto al fatto che il paziente non assorbe luce a sufficienza per frenare la produzione di tale ormone.

Inoltre la melatonina sarebbe l’esatta antitesi alla serotonina.

Difatti i soggetti che mostrano tale sintomatologia denunciano un calo dell’attività fisica e dei livelli di energia, irritabilità, insonnia e un forte aumento del desiderio di carboidrati. La voglia di dolci che solitamente accompagna questi sintomi sarebbe dovuta al fatto che i carboidrati e gli zuccheri stimolano una maggiore secrezione di serotonina che ha il compito di incrementare l’energia, esattamente al contrario della melatonina che prepara l’organismo al riposo notturno.

Alcuni esperimenti fatti su pazienti che soffrivano di depressione stagionale con il prolungamento delle ore di luce attraverso l’uso di lampade artificiali ebbero l’effetto stimolatorio e antidepressivo.

Con il prolungarsi della somministrazione di luce artificiale, però, in alcuni pazienti si ebbe l’effetto indesiderato di aumento dell’irritabilità, iperattività eccessiva, disturbi agli occhi, cefalee, nausea e anche insonnia.

A dimostrazione del fatto che il nostro organismo è programmato per ricevere un determinato numero di ore di luce oltre il quale si possono evidenziare squilibri anche importanti. Squilibri registrabili anche in carenza di un determinato numero di ore solari.

I RAGGI UV

TIPO LUNGHEZZA D’ONDA EFFETTI
UV-A 315-400 nm Penetra più a fondo nel derma rispetto ai raggi UV-B Attiva la pigmentazione (abbronzatura)
UV-B 280-315 nm Produce vitamina D Provoca eritema
UV-C 100-280 nm Possiede potenti effetti germicidi

Il Sole

Il sole emette una grande quantità e varietà di radiazioni elettromagnetiche in gran parte assorbite dall’atmosfera terrestre che agisce da vero e proprio filtro.

Le radiazioni che riescono a oltrepassare questa barriera protettiva naturale sono composte da tre diversi tipi di luce:

Quella visibile ad occhio nudo che va dal rosso al violetto;

Quella infrarossa (cioè al di sotto della frequenza del rosso che è visibile all’occhio umano), quindi invisibile, ma percepibile sotto forma di calore;

Quella ultravioletta (cioè, che si trova oltre la frequenza del violetto visibile per l’occhio umano).

Gli effetti di questi tipi di luce sull’organismo sono variabili, così come diversa è la modalità di assorbimento.

Gran parte dei raggi UV vengono riflessi dallo strato corneo superficiale e solo una piccola quota arriva negli strati più profondi dell’epidermide.

A seconda della lunghezza d’onda, si suddividono in UV-A, UV-B e UV-C.

Ed è proprio la lunghezza d’onda a determinare la profondità di penetrazione cutanea.

Possiamo, pertanto, distinguere:

Raggi UV-A, rappresentano circa il 98% dei raggi UV che colpiscono la Terra e possiedono una lunghezza d’onda di 320 – 400 nm. Hanno effetti abbronzanti (anche se inferiori agli UV-B) e moderati sul danneggiamento cutaneo. Vista la loro elevata lunghezza d’onda sono in grado di penetrare in profondità nel derma provocando eritemi e danneggiando la pelle, anche a lungo termine.

I raggi UV-B, costituiscono il 2% della radiazione ultravioletta che oltrepassa l’atmosfera e hanno una lunghezza d’onda di 280 – 320 nm. Hanno una capacità di penetrazione inferiore e non riescono a superare le strutture più superficiali della pelle. Gli effetti negativi sono comunque importanti poiché i raggi UV-B sono in grado di alterare il materiale genetico contenuto nel DNA aumentando il rischio di comparsa di tumori cutanei. Inoltre ha più capacità nel provocare l’eritema rispetto alla radiazione UV-A

I raggi UV-C, sono i raggi ultravioletti più pericolosi e possiedono una lunghezza d’onda di 100 – 280 nm. Sono particolarmente dannosi per la salute poiché possiedono un alto potere cancerogeno. Fortunatamente, vengono trattenuti dalla fascia di ozono e per questo non hanno effetti particolari sulla pelle. Il rischio di esposizione a questi raggi aumenta però in alta quota.

EFFETTI BENEFICI

Se da un lato è vero che i raggi UV possono causare diversi danni alla pelle e all’organismo più in generale, dall’altra parte è anche vero che le radiazioni ultraviolette sono necessarie per lo svolgimento di alcuni processi fisiologici e possono apportare diversi benefici.

Difatti, i raggi ultravioletti:

Favoriscono il trofismo e l’accrescimento osseo stimolando la sintesi della vitamina D;

Svolgono un’azione disinfettante a livello della cute;

Favoriscono la circolazione e stimolano di conseguenza l’attività dei globuli bianchi;

Accelerano la proliferazione pilifera

Favoriscono la pigmentazione della cute stimolando la produzione di melanina.

Inoltre, secondo numerose ricerche i raggi ultravioletti hanno anche effetti di carattere generale come diminuzione del polso, abbassamento della pressione del sangue, mutamenti della temperatura cutanea e del metabolismo, riduzione del tempo di reazione, miglioramento dello stato di salute e resistenza ad alcuni tipi di infezione.

 

LA LUCE INDOOR

 

LAMPADINA A INCANDESCENZA

Lampadina a incandescenza

Le lampadine a incandescenza si dividono in due categorie:

  1. lampade a incandescenza tradizionali;
  2. lampade a incandescenza alogene.
  1. lampade a incandescenza tradizionali;

Vietate dal 2012 le lampade ad incandescenza sono quelle che si avvicinano di più allo spettro della luce naturale considerata nella sua regione visibile.

Data la bassa temperatura del colore, la luce ad incandescenza rappresenta la luce calda che ricorda molto quella della candela.

  1. Lampadine a incandescenza “alogene”

Le lampade alogene si possono suddividere in due grandi gruppi:

  1. a bassissima tensione;
  2. a tensione di rete.

Dal 1 settembre 2018, con il regolamento Ue 244/2009 la Commissione europea ha deciso la fine della commercializzazione di alcune lampade alogene in particolare quelle con la classica forma a pera, a goccia o più sferiche.

Quali sono le lampade alogene non più in commercio

Sono rimaste in commercio i faretti a 12 V con attacco Gu5.3 e quelli con attacco Gu10 e le più piccole con attacco G9 e R7s.

Perché sono state vietate le lampade alogene

Si tratta di una decisione presa dalla Commissione europeasostanzialmente per ridurre i consumi energetici e per spingere il commercio dei Led, cinque volte meno energivori delle vecchie lampadine alogene.

L’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) ha stimato il passaggio a lampadine a basso consumo energetico porterà un risparmio energetico annuale pari al consumo annuo di elettricità del Portogallo e consentirà di risparmiare circa 15,2 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 entro il 2025, pari alle emissioni generate da circa due milioni di persone all’anno.

Inoltre c’è anche il fattore salute: alcune lampade alogene emettono raggi ultravioletti, dannosi per la pelle e per gli occhi.

LAMPADE FLUORESCENTI

Le lampade fluorescenti

Sono costituite da un tubo di vetro rivestito internamente da uno strato di speciali polveri fluorescenti, con vapore di mercurio a bassa pressione. I due elettrodi, in corrispondenza dell’estremità, al passaggio della corrente generano una scarica a cui è associata l’emissione di radiazioni luminose. Le lampade fluorescenti si suddividono in:

  1. lampade fluorescenti tubolari (neon);

CARATTERISTICHE

Le lampade fluorescenti tubolari hanno un’elevata efficienza luminosa, da 50 a 120lm/W, che è da 4 a 10 volte superiore a quella delle lampade ad incandescenza.

Hanno una lunga durata di vita, circa 10.000 ore.

hanno una resa cromatica superiore a 80.

Si accendono immediatamente o quasi immediatamente.

Non possono essere collegate direttamente alla rete di alimentazione ma hanno bisogno di un reattore e in alcuni casi di uno starter. Se il reattore è del tipo elettronico, che è più efficiente di quello tradizionale, le lampade durano di più e hanno un’efficienza maggiore.

Sono particolarmente indicate per illuminare ambienti interni ed esterni nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti.

Il flusso luminoso è regolabile da 10 a 100% utilizzando un particolare reattore elettronico detto “dimming”.

Contengono piccole quantità di mercurio.

Le lampade fluorescenti compatte hanno una durata di vita di 10 mila ore e hanno un’elevata efficienza luminosa. Utilizzando queste lampade si ha un consumo inferiore di circa il 75% rispetto a quello con le lampade alogene.

CARATTERISTICHE

Le lampade fluorescenti compatte hanno un’elevata efficienza luminosa, da 50 a 75lm/W.

Sono disponibili in diverse tonalità di luce, e la qualità della luce prodotta è molto buona, hanno una resa cromatica superiore a 80.

Si accendono immediatamente o quasi immediatamente.

Esistono nella versione con reattore integrato e non integrato all’interno della lampada. Se il reattore è del tipo elettronico, che è più efficiente di quello tradizionale, le lampade durano di più e hanno un’efficienza maggiore.

Sono particolarmente indicate per illuminare ambienti interni ed esterni nei casi in cui vi è la necessità di un uso prolungato e senza accensioni e spegnimenti troppo frequenti.

Il flusso luminoso non è regolabile.

contengono piccole quantità di mercurio.

LAMPADE A LED

I led denominati Light Emitting Diodes, diodi che emettono luce, impiegati dapprima per le spie dei televisori, telecomandi e tantissimo altro sono alimentate attraverso un circuito elettronico che regola e calibra la giusta tensione in volt necessaria ai led, in questo caso l’energia elettrica viene convertita per il 50% in luce e il restante 50% in calore, difatti queste lampade anche dopo svariate ore di funzionamento restano fredde al tatto senza mai surriscaldarsi (radiazione infrarossa).

Attraverso il movimento degli elettroni interni in un materiale semiconduttore questi dispositivi permettono l’illuminazione degli ambienti.

Per quanto riguarda la durata in ore i led possiedono un notevole vantaggio, difatti a contrario dei modelli ad incandescenza che una volta esaurito il filamento cesseranno di funzionare completamente, questi hanno una progressivo calo di luminosità che si abbassa di appena 20-30%, trascorse ovviamente le 50.000 h o 100.000 h stimate di funzionamento ovvero quasi 11 anni di funzionamento continuo per l’interno giorno(si ha invece una perdita del 3% sulla potenza dopo le prime 3000 ore di utilizzo).

Dopo che le 100.000 h saranno trascorse assisteremo ad un calo che potrebbe essere compreso fra 50-70% a seconda della marca acquistata.

LED E SALUTE

Dall’avvento sul mercato delle lampade a led dedicate all’illuminazione degli ambienti, parecchi esperti del settore hanno intrapreso un acceso dibattito sull’incidenza che tali lampade avrebbero sulla salute umana.

Per capire bene quali siano i dubbi evidenziati vediamo di capire cosa sono veramente i led

LED: BREVE STORIA

Iniziamo col dire che i primi led furono inventati nel 1962 da Nick Holonyak Jr. mentre lavorava alla General Electric Company. Led che emettevano luce rossa


Fonte : web

Successivamente, ed esattamente nel 1972 uno studente di Holonyak, George Craford inventò il primo LED giallo e aumento la luminosità dei LED rossi e LED rosso-arancio.

Nel frattempo, nel 1968 fu la Monsanto Company a mettere in piedi la prima produzione di massa di Led a luce visibile usando Fosfuro Arseniuro di Gallio per produrre LED rossi usati come indicatori per alfanumerici e fu integrata nelle calcolatrici tascabili dell’HP.

Nel 1976, T.P. Pearsall creò il primo LED ad alta luminosità, LED ad alta efficienza per le telecomunicazioni a fibra ottica attraverso l’invenzione di nuovi materiali semiconduttori specificatamente adatti per le lunghezze d’onda delle trasmissioni a fibra ottica.

Nel 1993, grazie alla ricerca trentennale dei fisici giapponesi Shuji Nakamura della Nichia Corporation, Isamu Akasaki e Hiroshi Amano, vennero presentati diodi con emissione altamente efficiente nello spettro del blu e del verde, raggiungendo finalmente le condizioni per creare la luce bianca.

Due anni dopo, nel 1995 vennero costruiti I primi LED bianchi ad alta efficienza grazie all’ingegnere Alberto Barbieri, presso i laboratori dell’Università di Cardiff

La ricerca di Akasaki-Amano-Nakamura che ha portato alla scoperta del LED a luce blu, è stata premiata col premio Nobel per la Fisica 2014.

Da quanto fin qui detto evidenziamo il dato importante per la salute che per ottenere luce bianca è stato necessario produrre led a luce blu e questo si è ottenuto

–        per combinazione con LED rossi e verdi

–        utilizzando fosforo che crea luce gialla.

Il tipo di luce e il suo spettro può influenzare la salute?

 A questa domanda abbiamo già risposto nelle unità precedenti quando parlammo dell’influenza della luce blu dei dispositivi elettronici sulla qualità del sonno.

 

I DUBBI SULLE LAMPADE A LED

PROBLEMATICHE

La luce LED non ha infrarossi

Una fonte di luce naturale è un corpo che emana tutti i tipi di lunghezze d’onda in modo più o meno continuo.

I LED sono invece lampade fluorescenti, composte da un LED blu, un trasformatore LED, e un sottile strato fluorescente.

Questo strato serve a ricoprire il LED blu per modificare parte della luce blu in lunghezze d’onda maggiori creando in tal modo una luce giallastra.

La luce giallastra dello strato fluorescente è costituita dalla luce blu residua unita ad un tipo di luce bianca gran parte della quale è una luce blu aggressiva.

Il problema maggiore sarebbe proprio questa luce blu.

A tal proposito queste le considerazioni del noto fotobiologo Alexander Wunsch:

“La luce blu ha la più alta energia nella parte visibile dello spettro e induce la produzione dello stress ossidativo ROS (radicali liberi dell’ossigeno). Provoca la formazione di ROS nei tessuti, stress che deve essere bilanciato per mezzo del vicino infrarosso che non è presente nei LED.

Abbiamo bisogno ancora più rigenerazione dalla luce blu ma la parte di rigenerazione dello spettro non si trova nel blu. Si trova nella parte di lunghezza d’onda del rosso e del vicino infrarosso. La rigenerazione dei tessuti e la riparazione degli stessi avviene a lunghezze d’onda che non sono presenti in uno spettro LED.

Abbiamo un aumento dello stress da parte delle lunghezze d’onda corte e abbiamo una ridotta rigenerazione e riparazione da parte delle lunghezze d’onda lunghe.

Questo è il problema principale … Non esiste questo tipo di luce in natura e ci sono delle conseguenze. Lo stress influisce sulla retina e danneggia il nostro sistema endocrino. “

Ad avere una gamma al vicino infrarosso, erano proprio Le vecchie lampadine ad incandescenza.

Lampadine che risultano benefiche per la salute, per esempio per la riparazione e la rigenerazione delle cellule.

La luce LED può danneggiare l’occhio


Fonte: web

Danni alla retina, maculopatia

Tra le cause

Secondo studi recenti la parte blu che compone lo spettro luminoso visibile all’occhio umano può avere effetti dannosi sulla retina.

Indagando sulle cause della degenerazione maculare legata all’invecchiamento (causa principale della cecità nei paesi sviluppati), i ricercatori hanno concentrato l’attenzione sulla questo tipo di radiazioni

Un’indagine internazionale europea, EuroEye, svolta su oltre 4 mila europei ultra sessantacinquenni, ha evidenziato che c’è una correlazione tra la lunga esposizione alla luce blu e l’insorgenza della maculopatia.

Inoltre i danni alla retina si hanno solo con raggi tra i 300 nm ed i 1400 nm. Esattamente dove  si colloca lo spettro della LUCE LED.

La luce a led e i danni dall’effetto sfarfallio

E’ sempre il fotobiologo Alexander Wunsch a parlare

Le lampade a LED sono una forma di illuminazione digitale non termica, mentre le lampadine a incandescenza e alogene sono fonti di luce analogiche termiche.

“Ci sono tre diversi colori nei LED, un rosso, un verde e un blu e l’intensità di questi tre canali di colore deve essere modificata al fine di ottenere il tipo particolare di colore che viene percepito dall’occhio. Il controllo dell’intensità in uscita di un LED viene realizzato in modo digitale. L’attenuazione dei LED è realizzato da una cosiddetta modulazione dell’ampiezza degli impulsi, il che significa che i LED si accendono alla massima intensità e poi si spengono per poi riaccendersi e così via. Pertanto abbiamo la costante accensione e spegnimento delle frequenze che sono più alte di quanto i nostri occhi possono percepire. Ma a livello cellulare, è percepibile da parte delle cellule stesse …”

“Questo causa un tremolio, che non è percepibile per la maggior parte delle persone. Ma è sempre biologicamente attivo. Lo sfarfallio è qualcosa di molto dannoso per la nostra biologia“.

 

I DUBBI SULLE LAMPADE A LED

PROBLEMATICHE

La luce LED sopprime la melatonina

In quali apparecchiature troviamo la presenza di luce blu?

Lampade LED, dispositivi digitali, computer, telefoni cellulari, e-Book

In poche parole rischiamo seriamente di vivere più irradiati da luce blu che da luce solare

Si ha così l’effetto accumulo.

Rischiamo seriamente la saturazione e quindi innescare malattie come risposta di rigetto da parte del corpo.

Come abbiamo già visto gli studi hanno dimostrato come la luce blu riduca i livelli di melatonina fondamentale per il ciclo sonno-veglia e determinante per la nostra salute

La luce blu sopprime la melatonina per circa il doppio del tempo, come la luce verde, e sposta i ritmi circadiani due volte tanto (3 ore contro 1,5 ore).

Le lampade a incandescenza irradiavano meno del 5% di luce blu,

mentre con i led bianchi questo valore sale a 10% (bianco caldo, 2.700 K – 3.000 K),

per salire a 30% nel caso dei led bianchi impiegati nei display Lcd (monitor, tablet, smartphone).

La luce led può apportare danno mitocondriale

La produzione di energia nel corpo non coinvolge solo l’assunzione di cibo ma in essa è coinvolta anche l’esposizione alla luce.

Per la produzione dell’energia biologica è necessaria però l’esposizione a determinate lunghezze d’onda della luce in modo che il metabolismo possa funzionare in maniera ottimale.

Questo è un altro motivo per cui l’esposizione al sole è così di vitale importanza per la salute.

Come ulteriormente spiegato da Wunsch:

“Il citocromo c ossidasi, che è la molecola che assorbe luce, è l’ultimo passaggio prima della produzione dell’ATP nei mitocondri.

L’ATP è il carburante necessario alle cellule per tutte le loro molteplici funzioni, compreso il trasporto di ioni e il metabolismo. Sorprendentemente, il corpo produce ogni giorno una quantità di ATP pari al suo peso. Mentre si può sopravvivere per diversi minuti senza ossigeno, quando la produzione di ATP si ferma improvvisamente, dopo 15 secondi, sopravviene la morte.

Qui abbiamo un punto di svolta in cui la luce, in un intervallo di lunghezza d’onda tra i 570 nm e gli 850 nm, (quasi l’opposto della luce LED) è in grado di aumentare la produzione di energia, in particolare nelle cellule in cui la sua produzione è esaurita …

La luce emessa dai LED non è in grado di ricoprire minimamente questo ruolo. Capiamo quindi i danni che possono derivare da una esposizione sempre maggiore, ed esclusiva, di questo tipo di lunghezza di luce.

Nelle interazioni fotochimiche la luce eccita gli elettroni delle molecole cellulari rompendo o ri-organizzando i legami chimici. Questo può avere conseguenze dirette sul DNA ed indirettamente portare alla formazione di radicali liberi i quali possono a loro volta interagire col DNA o con altre cellule come i fotoricettori della retina dell’occhio causandone il deterioramento e la morte cellulare. I danni al DNA se non riparati possono portare all’insorgenza del cancro.

Queste interazioni dipendono fortemente dalla lunghezza d’onda, la figura mostra questa dipendenza ed evidenzia due zone di pericolo: il rischio degli UV (o raggi attinici) ed il rischio per la retina della luce blu.

Le lampade a led non sono così ecocompatibili

Le lampade led vanno smaltite nei rifiuti RAEE

La rivista Environmental Science and Technology ha pubblicato nel 2010 uno studio, che ha trovato LED contenenti piombo, arsenico e una dozzina di altre sostanze potenzialmente pericolose.

I più incriminati sono state le luci LED ROSSE di bassa intensità, contenenti fino a otto volte la quantità consentita di piombo, una neurotossina nota come potenziale cancerogeno, oltre all’arsenico.

Nei LED BIANCHI si è riscontrata una percentuale di piombo più bassa, ma grandi quantità di nichel, un altro metallo pesante che causa reazioni allergiche. Infine alta presenza di rame.

Le lampade a led in Italia: l’abbagliamento

che nel 2011, l’allora l’allora Ministro della Salute, Ferruccio Fazi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare, ha evidenziato che “rispetto ad altre tipologie di lampade, quali le lampade ad incandescenza o altre sorgenti di impiego più recente come le lampade alogene e le lampade compatte a fluorescenza (anche dette “a basso consumo”), le lampade a LED presentano alcune caratteristiche particolari dal punto di vista dei possibili rischi per la salute. Esse sono infatti caratterizzate:

1) da un’elevata radianza (una misura della “brillantezza” della sorgente) dovuta alle dimensioni molto ridotte della superficie emissiva;

2) da uno spettro di lunghezze d’onda fortemente spostato verso la regione blu dell’intervallo spettrale del visibile.”

“L’elevata radianza, o più precisamente l’elevata luminanza (una grandezza fisica correlata alla radianza che tiene conto delle proprietà delle diverse lunghezze d’onda di stimolare il fenomeno della visione), aumenta la probabilità di abbagliamento, consistente in una riduzione della funzionalità visiva, che può essere di due tipi: ‘debilitante’ o ‘fastidioso’”.

L’abbagliamento debilitante è una condizione reversibile che di per sé non costituisce un danno per la salute, ma tuttavia può implicare “rischi indiretti per la sicurezza per via della possibilità di incidenti”. L’abbagliamento cosiddetto “fastidioso”, invece, è una condizione che, “se protratta per lunghi periodi, può essere causa di stress, difficoltà di concentrazione, affaticamento visivo”.

Inoltre, ha aggiunto Fazio, “l’elevata radianza associata alle intense componenti nella regione blu dello spettro di emissione (non solo per quanto riguarda i LED che emettono esclusivamente luce blu, ma anche nel caso delle lampade LED “a luce fredda”), può rendere non trascurabile il rischio di danni alla retina di natura fotochimica.”

Nulla è stato fatto in proposito

Cosa si può fare

Usa luci rosse soffuse per le luci notturne.

Evitare di guardare schermi luminosi due o tre ore prima di coricarsi.

Se si lavora un turno di notte o si utilizzano molti dispositivi elettronici durante la notte, si consiglia di indossare occhiali blu-bloccanti o l’installazione di un app che filtra la lunghezza d’onda blu / verde alla notte.

Esporsi a più luce naturale possibile, durante il giorno, affinché amplifichi la vostra capacità di dormire, così come il vostro stato d’animo e la vigilanza durante il giorno.

Per proteggere la salute e la visione, usare sino a quanto lo renderanno possibile… luci a incandescenza. (ndr non più trovabili le vecchie lampadine)

LUCE E COLORE

In un buon progetto di interni che tenga conto del benessere come uno degli obiettivi da raggiungere avere il controllo della luminosità è uno dei fattori determinanti.

Progettare un impianto illuminotecnico senza tenere conto del colore e del rapporto che le varie fonti luminosi hanno su quest’ultimo pregiudica tutti i risultati sperati.

Pertanto illuminazione e colore vanno studiati e progettati contemporaneamente. Il colore subisce evidenti modificazioni a seconda della distribuzione nell’ambiente della luce naturale visibile e determinate fonti luminose rendono certi colori migliori di altri.

Inoltre tra i parametri da considerare c’è anche il colore della luce stessa: abbiamo infatti luci calde con riflessi arancione e luci fredde con riflessi bluastri.

Ottenere la giusta luce per favorire il nostro benessere dipende da più fattori. Sta al progettista metterli insieme.

arch. Francesco De Gaetano

Francesco De Gaetano

Architetto dal 1998, specializzato in progettazione residenziale e bioarchitettura. La cifra stilistica della mia progettazione è frutto di ascolto, analisi, ricerca ed esperienza trentennale. Un connubio tra funzionalità ed estetica, tra comfort e forma. FD project, il mio studio di architettura e interior design, è un laboratorio artigianale di design e progettazione, dove ogni progetto nasce dall’incontro tra creatività, pianificazione e una solida capacità di trovare soluzioni efficaci per affrontare ogni sfida realizzativa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *