Francesco De Gaetano

LA CASA E IL BAMBINO

Il rapporto che noi adulti abbiamo con la nostra casa può influenzare persino l’educazione dei nostri figli (se in maniera positiva o negativa, sta a ciascuno di noi stabilirlo).

Ogni coppia dà connotati diversi alla propria abitazione a seconda di come voglia che sia o che appaia. Proviamo a formulare delle tipologie di abitazione a seconda di cosa deve esprimere. L’abitazione può essere: formale, informale, di rappresentanza, espositiva, tecnologica, secondo la personalità di chi vi abita, e così via.

Materiali, luci e colori caldi per una casa minimalista
Luci e colori freddi alle pareti, legno al pavimento per un arredamento massimalista

Ma oltre ad esprimere la nostra personalità, l’abitazione deve soddisfare alcune esigenze: da quelle essenziali per la vita, quali cibarsi, lavarsi, riposarsi, o addirittura lavorare, fino a quelle secondarie ma non meno importanti come leggere, ascoltare musica, coltivare interessi, ospitare persone, ecc.

Alcuni anni fa lessi un libro che illustrava alcune soluzioni per rendere l’ambiente domestico più facile da utilizzare da parte dei bambini; da questo testo cito la seguente frase:

“Quando in casa arriva un figlio, insieme con la gioia e l’entusiasmo sorge il quesito: come far posto all’ospite tanto atteso, soprattutto nei piccoli appartamenti di oggi, per star bene tutti insieme?”.

Non entro in merito alla volontarietà degli autori, ma sono convinto che collegare la nascita di un figlio all’arrivo di un’ospite è emblematico del come concepiamo nostro figlio/a relativamente all’uso della casa.

E’ estremamente difficile dare ai nostri figli il ruolo di nuovi proprietari di quella che, fino al giorno prima, era in maniera esclusiva “casa nostra”.

Chi accogliere dunque?

  • L’Ospite: colui che può si usare la sua stanza, può persino lavarsi e mangiare, sempre secondo i canoni dettati dalla casa.
  • Il Comproprietario: colui che può pretendere di usare, cambiare e modificare la concezione dell’abitazione a secondo delle sue e altrui esigenze.

Assegnare a ns. figlio/a il ruolo di comproprietario, che insieme ai “suoi soci” genitori dispone, modifica e trasforma gli spazi abitativi, anziché quello di ospite che può si usare la “sua” stanza, può persino lavarsi e mangiare, sempre secondo i canoni dettati dalla casa, ma non può certo “pretendere” di usare, cambiare e modificare la concezione dell’abitazione a secondo delle sue esigenze, significa rimettere in discussione usi, consuetudini e aspettative che sicuramente non coincidono con le esigenze di nostro figlio/a. Significa cioè mettersi in discussione e scendere a patti col nuovo comproprietario.

COME PERCEPISCE LA CASA NOSTRO FIGLIO

  • Luogo della sicurezza

Proviamo a guardare al mondo animale e osserviamo le esigenze primarie di un cucciolo appena nato. Quello della sicurezza è insieme con quello dell’alimentazione, l’aspetto collegato alla sopravvivenza. Partendo dal presupposto che gli istinti primordiali sono ancora radicati nel nascituro così come sopiti in noi adulti, la casa rappresenta per il neonato la medesima cosa che la tana rappresenta per il cucciolo: il riparo, il conforto, la sicurezza, la tranquillità.

In altre parole è il luogo che, per la presenza dei genitori, fa sentire al sicuro da ogni eventuale pericolo i nostri figli. Il bambino col tempo assocerà la propria abitazione alla presenza dei genitori.

  • Luogo d’esplorazione

                Crescendo, nostro figlio/a, imparerà a conoscere il mondo attraverso l’esperienza conoscitiva maturata nel luogo più riconoscibile per lui, il luogo che “sa” di mamma e papà.

  • Luogo di conquiste
Foto di Gustavo Fring da Pexels

                Imparerà a gattonare, arrampicarsi, conquistare vette e traguardi fino al giorno prima per lui impensabili da raggiungere. Conoscerà il sapore della propria tana: leccherà le gambe delle sedie del soggiorno piuttosto che i cuscini del divano. Scoprirà mondi affascinanti da conquistare in ogni cassetto che gli sarà permesso di aprire.

  • Luogo d’indipendenza

                Crescendo un giorno imparerà a camminare conquistando spazi con la sicurezza di chi sta “ritto” in piedi, si ergerà sulle sedie per “appropriarsi” del lavabo per lavarsi, dello sportello dei biscotti per cibarsi, delle ante dell’armadio per vestirsi.

  • Luogo dell’apprendimento

                In casa imparerà a prendere, spostare, lanciare oggetti, ad ascoltare, a suonare, a disegnare, ad impastare, a pulire. Imparerà le proprie possibilità ma anche i propri limiti. Scoprirà quale meraviglioso arcano c’è dietro il funzionamento della lavatrice piuttosto che del frullatore.

  • Luogo delle relazioni

                Qui, più che altrove, capirà come relazionare con il mondo circostante. Qui cercherà di esprimere le proprie insoddisfazioni, le proprie esigenze, i propri desideri. Qui, sarebbe opportuno che iniziasse a interagire con altre persone che non sono i propri genitori, scoprirà le esigenze altrui, imparerà a convivere.

Cari genitori siete disposti a modificare casa?

Nei prossimi articoli approfondiremo tutti quegli aspetti riguardanti la salute delle nostre abitazioni e di conseguenza della salute nostra e dei nostri figli.

arch. Francesco De Gaetano

Francesco De Gaetano

Architetto dal 1998, specializzato in progettazione residenziale e bioarchitettura. La cifra stilistica della mia progettazione è frutto di ascolto, analisi, ricerca ed esperienza trentennale. Un connubio tra funzionalità ed estetica, tra comfort e forma.     

FD project, il mio studio di architettura e interior design, è un laboratorio artigianale di design e progettazione, dove ogni progetto nasce dall’incontro tra creatività, pianificazione e una solida capacità di trovare soluzioni efficaci per affrontare ogni sfida realizzativa.

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