Francesco De Gaetano

LA CHIMICA PULITA e le 9 tesi di Fischer

Hermann Fischer

La chimica pulita è la chimica ad indirizzo ecologico con uso prevalente di sostanze naturali la cui trasformazione tende a processi poco inquinanti.

A coniare il termine “chimica pulita”, fu Hermann Fischer, un chimico tedesco insieme ad un gruppo di suoi colleghi connazionali, a margine di una relazione sui rischi per la salute derivanti dagli effetti dei materiali trattati chimicamente. Principio cardine della dissertazione di Fischer, è il concetto fondamentale secondo il quale, prima dell’avvento della scienza moderna, in natura erano già presenti processi chimici cosiddetti a ‘Ciclo Chiuso’. Vale a dire processi chimici perfettamente equilibrati ed integrati con l’ambiente.

Per cui, la creazione da zero di un nuovo modello di sviluppo cosiddetto ‘green oriented’ non risulterebbe necessario, ma basterebbe semplicemente riscoprire i normali processi di sintesi, che la natura ha imposto nel corso dell’evoluzione.

Fischer ha disquisito la filosofia della chimica pulita in nove tesi che qui sintetizziamo

TESI 1

La chimica pulita non si limita ad essere alternativa ai prodotti chimici attualmente esistenti e ai loro valori tossicologici, ma nasce da una visione omogenea dell’intera biografia, della catena di reazioni e dei cicli di produzione.

Fischer vede la chimica pulita non come alternativa alla chimica convenzionale che tutti conosciamo ma come l’unica possibile.

Una chimica avente una visione olistica dell’intero processo di produzione e consumo dei materiali

TESI 2

Si fonda sulla convinzione che per coprire il fabbisogno di materiali dell’umanità, del mondo animale e vegetale, senza nuocere all’ambiente e alla salute, si possa ricorrere ai metodi di sintesi, fondati sui processi di formazione che hanno luogo in natura.

Il fabbisogno di materiali di cui l’umanità necessita può essere coperto, a suo dire, ricorrendo allo sfruttamento di processi e trasformazioni che hanno luogo già in natura, senza la necessità di crearne altri.

TESI 3

Secondo la chimica pulita gran parte del fabbisogno energetico e di materiali potrebbe essere soddisfatto dai materiali prodotti dai processi naturali e dalla complessità delle molteplici sostanze naturali le cui potenzialità sono state indagate solo in parte.

Non solo il metodo di trasformazione può essere recepito dalla natura stessa ma anche la copertura del fabbisogno energetico.

I materiali necessari allo sviluppo umano possono essere prodotti ricorrendo ai processi presenti in natura, utilizzando le proprietà delle sostanze naturali. Proprietà le quali non ancora pienamente indagate.

TESI 4

Nella chimica convenzionale, i processi violenti applicati alle materie di partenza non rimangono senza effetto nelle sostanze.

Altra tesi, molto interessante di Fischer. Il chimico tedesco sostiene che i processi applicati alle sostanze oggetto di trasformazione influiscono quest’ultime in maniera rilevante e che tale influenza, di conseguenza, continua ad incidere anche sui processi successivi. 

TESI 5

La chimica pulita ha come obiettivo una prudente trasformazione delle strutture molecolari con impiego minimo di energia e impianti industriali. La ricchezza e varietà delle sostanze prodotte dai processi naturali dovrebbe generare la ricerca di sostanze naturali più adatte all’impiego.

Ovviamente bisognerebbe ricorrere all’uso di energia in maniera più oculata e il ricorso alla chimica pulita favorirebbe il, raggiungimento di tale obbiettivo

TESI 6

La chimica pulita si fonda essenzialmente sui processi naturali e di conseguenza sfrutta una fonte collocata al di fuori del proprio sistema globale: l’energia solare.

TESI 7

L’idea di una chimica pulita nasce dalla constatazione che la produzione di sostanze e materiali, attraverso i processi naturali, non può causare gli incidenti quotidiani avvenuti nelle grandi industrie chimiche.

Con la chimica pulita si avrebbe un notevole ridimensionamento di incidenti industriali

TESI 8

La produzione dei rifiuti, utilizzando i processi naturali, nella fabbricazione di sostanze e materiali è di gran lunga inferiore, sia quantitativamente che qualitativamente, a quella ottenuta nei processi chimici convenzionali

Ricorrendo alla chimica pulita, gli scarti dei vari processi industriali risulterebbero inferiori sia nelle quantità che nella pericolosità degli stessi.

TESI 9

La chimica pulita si fonda, ovviamente, anche sui principi della sostenibilità ecologica. È risaputo che le risorse fossili utilizzate finora come fonte di energia primaria si esauriranno così come la possibilità di smaltire i rifiuti e le scorie derivanti dai processi chimici.

IL CICLO CHIUSO DELLA PETROLCHIMICA E  FITOCHIMICA

In queste immagini potete vedere a confronto i due cicli.

IL CICLO APERTO DELLA PETROLCHIMICA

Quello attualmente più in uso, il ciclo chiuso della petrolchimica e quello aperto della chimica pulita.

Innanzitutto il petrolio da cui prende inizio, con la sua estrazione, la petrolchimica è un elemento fossile, privo di vita e quindi considerato estraneo al ciclo “vitale”, vivo, della biosfera.

I successivi passaggi di estrazione e raffinazione del petrolio portano con sé un bilancio negativo sull’habitat naturale. Bilancio che non verrà mai pareggiato.

La quantità di energia necessaria per procedere con le fasi di distillazione e piroscissione è di ragguardevole portata.

Procedendo abbiamo la modificazione delle molecole delle sostanze impiegate per la produzione finale dei materiali che come conseguenza porteranno con se un alto potenziale inquinante passando dal consumo finale e dalla dismissione degli scarti e dei prodotti a fine ciclo. Ciclo che non si chiude.

IL CICLO CHIUSO DELLA CHIMICA PULITA

Di contro potete vedere, partendo dalla fine del ciclo relativo alla chimica pulita come il fine vita dei prodotti rientri nel ciclo di produzione, grazie alla possibilità di compostaggio dovuti alla loro biodegradabilità.

Il prodotto, alla fine del suo ciclo, è ancora vivo. Detiene in sé elementi che possano donare vita al ciclo stesso da cui sono derivati.

Il motivo è che la materia prima non è di provenienza fossile ma ottenuta per distillazione, spremitura e lacrimazione dalle piante “vive”.

I passaggi che portano al consumo finale permettono un minor consumo di risorse ed energia, incidendo di fatto, in misura inferiore sul bilancio energetico della produzione rispetto alla produzione industriale petrolchimica.

arch. Francesco De Gaetano

Francesco De Gaetano

Architetto dal 1998, specializzato in progettazione residenziale e bioarchitettura. La cifra stilistica della mia progettazione è frutto di ascolto, analisi, ricerca ed esperienza trentennale. Un connubio tra funzionalità ed estetica, tra comfort e forma.     

FD project, il mio studio di architettura e interior design, è un laboratorio artigianale di design e progettazione, dove ogni progetto nasce dall’incontro tra creatività, pianificazione e una solida capacità di trovare soluzioni efficaci per affrontare ogni sfida realizzativa.

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