Francesco De Gaetano

DIPINGERE CASA non è una cosa da nulla

In questo articolo abbiamo parlato di inquinamento indoor e degli agenti inquinanti responsabili della qualità dell’aria in ambienti confinati

Abbiamo visto come la gran parte di essi provenga dai prodotti dell’industria chimica

Qui parleremo di uno dei prodotti più usati sia in ambito lavorativo che in ambito hobbistico o del cosiddetto fai da te, ovvero le vernici.

Prima di addentrarci nello specifico e parlare di vernici ecologiche o biologiche, devi sapere che una chimica pulita è possibile. La chimica pulita è la chimica ad indirizzo ecologico con uso prevalente di sostanze naturali la cui trasformazione tende a processi poco inquinanti.

A coniare il termine “chimica pulita”, fu Hermann Fischer, un chimico tedesco secondo il quale in natura erano già presenti processi chimici cosiddetti a ‘Ciclo Chiuso’. Vale a dire processi chimici perfettamente equilibrati ed integrati con l’ambiente. (QUI L’ARTICOLO)

Per cui, la creazione da zero di un nuovo modello di sviluppo cosiddetto ‘green oriented’ non risulterebbe necessario, ma basterebbe semplicemente riscoprire i normali processi di sintesi, che la natura ha imposto nel corso dell’evoluzione.

DEFINIZIONE DI PITTURA

Prima di scegliere il colore più adatto ai tuoi gusti per dipingere casa dovresti sapere cosa stai comprando. Cosa contiene quel barattolo di vernice appena acquistato. Ma cos’è una pittura? Un po\’ di pazienza, continua a leggere e ne saprai di più

La pittura è una miscela che viene applicata come rivestimento superficiale protettivo o decorativo.

A seconda della diversa formulazione e delle caratteristiche dei singoli componenti impiegati può essere:

  • liquida o pastosa,
  • trasparente e coprente,
  • incolore o colorata.

Quali devono essere i requisiti imprescindibili di una pittura?

  • Buona aderenza alla superficie trattata
  • Resistenza ad agenti meccanici e chimici
  • Elasticità

Devi sapere poi che

  • quando la pellicola risulta trasparente siamo in presenza di vernici;
  • quando la pellicola risulta coprente parliamo di pitture;
  • quando la pellicola risulta brillanteovviamente di smalti;

mentre siamo in presenza di

  • plastici, quando il contenuto di resine sintetiche è elevato.

COMPOSIZIONE

Le pitture sono principalmente composte da:

  • SOLVENTI
  • PIGMENTI
  • CARICHE
  • LEGANTI
  • COADIUVANTI

COSA SONO I SOLVENTI

I solventi sono sostanze organiche liquide in grado di diluire, emulsionare, sciogliere e disperdere altre sostanze senza per questo modificarle.

Possono essere di origine naturale e sintetica.

I solventi naturali si ottengono da materie prime rigenerabili, come ad esempio gli olii essenziali, o da miscele di terpeni e vengono utilizzati, oltre che nell’industria delle pitture naturali, anche nell’industria alimentare e dei cosmetici. Tra questi i più noti sono l’olio di trementina e l’olio citrico.

I solventi sintetici più utilizzati, per quanto concerne le pitture acriliche, le viniliche e quelle con resine amminoplastiche, queste ultime con poliesteri poliuretani, sono gli Idrocarburi Alifatici e Aromatici, gli Alcoli, i Chetoni, gli Acetati e i Glicoli. Nelle vernici, invece, vengono usati, i Glicoli, il Toluene e lo Xilene.

I solventi sono sostanze con elevata volatilità e conseguentemente esalano dai prodotti che li contengono, in particolar modo durante la lavorazione, quindi mentre dipingiamo.

I vari solventi, soprattutto gli organici, hanno tossicità specifica. Vediamone alcune:

  • Il Toluene agisce su sistema nervoso, fegato e reni
  • Lo xilene, l’Acetato di Etile e l’Acetato di Butile sono narcotizzanti e irritanti per le mucose e quest’ultimo può causare dipendenza e ipersensibilità
  • Il metanolo risulta altamente tossico

In più tra gli inquinanti atmosferici, i solventi vengono solo dopo quelli del traffico veicolare, contribuendo in maniera notevole allo smog atmosferico.

Qui potete vedere una lista di alcuni solventi riconosciuti, diversi anni addietro, come cancerogeni dal Ministero della Salute

SOLVENTEIMPIEGO
AmminoazobenzeneColorante per solventi e cere
NitrobenzeneAniline (colorante) Antidetonante per cere, resine e olii.
ClorometiletereCoalescente di alcune cere
DiamminodifenilmetanoAgente induritore delle resine epossidiche
DibromoetanoPreparazione di impermeabilizanti
EpilcloridrinaResine epossidiche
EsaclorobenzeneFunghicida del legno
Esametilfosforo TriammideAdditivo per resine epossidiche Stabilizzatore del polisitirene
Etilene OssidoPitture acriliche e viniliche
NitropropanoVernici e rivestimenti vinilici ed epossidici

COSA SONO I PIGMENTI

I pigmenti sono sostanze insolubili, finemente macinati, che, una volta disperse in mezzi acquosi o oleosi, hanno la capacità di colorare per sovrapposizione, cioè di ricoprire gli oggetti di uno strato colorato permanente.

I pigmenti possono essere di natura organica o inorganica e di origine naturale o sintetica.

Vengono usati nei colori per tinteggiature, vernici, plastiche, colori per l’arte, inchiostri per carta e tessuti, decorazioni di pelli, materiali per le costruzioni (cemento, mattoni di calcestruzzo e piastrelle), imitazioni di pelli, moquette, gomma, carta, cosmetici, ceramiche lucide, smalti.

I pigmenti più pericolosi sono soprattutto quelli secchi perché possono essere inalati e ingeriti, durante la lavorazione. Ancor di più se si usa l’airless per l’applicazione delle pitture o se si procede a sabbiature o peggio se per rimuovere vecchie vernici si ricorre all’uso della fiamma ossidrica.

Tra gli inorganici, i pigmenti più pericolosi sono la Biacca di piombo, il Cromato di Zinco, e i violetti provenienti da cobalto e manganese. Oltre al piombo, altri metalli pesanti pericolosi contenuti nei pigmenti delle pitture e delle vernici sono il cadmio, il cromo, il mercurio e l’arsenico, senza trascurare il titanio

I pigmenti A loro volta si possono racchiudere in quattro grandi categorie:

  • pigmenti naturali organici
  • pigmenti naturali inorganici
  •  pigmenti organici sintetici
  • pigmenti inorganici naturali
  • i pigmenti inorganici naturali sono ottenuti per estrazione da piante o da sorgenti animali

Tra i Vegetali, abbiamo tra i più usati:

VEGETALI 
Rosso Robbia
Indaco
Gomma Gutta Gialla  
Campeggio  
Mentre tra gli animali, i pochi attualmente usati, per ovvie ragioni etiche, sono:  
ANIMALI 
Cocciniglia  
Seppia  
Murex  
Verde vescica  

2. i pigmenti naturali inorganici provengono da metalli o terre rare estratti da depositi minerali naturali. Parliamo perciò delle terre colorate come la terra di Siena o la terra di Cassel per il colore bruno, la terra verde di Verona le ocre di colore rosso, il carbonato di calcio e di magnesio per il colore bianco

  • i pigmenti organici sintetici derivano da composti del petrolio. I più importanti sono il Nero di Carbone, la Grafite e i coloranti insolubili quali ad esempio Indaco, i Coloranti Azoici, la Cuproftalocianina e l’Antrachinone
  • i pigmenti inorganici naturali vengono preparati industrialmente da minerali grezzi. Sono pigmenti naturali artificiali il Litopone il Diossido di Titanio, il Bianco di Piombo, l’Ossido di Zinco tutti usati per il bianco, per il colore rosso abbiamo l’Ossido e Idrossido di Ferro e i Solfidrati di cadmio, quest’ultimi usati anche per il giallo, l’Ossido di Cromo per il verde e il Blu di Cobalto.

COSA SONO I LEGANTI

Di fondamentale importanza per la formulazione di vernici e pitture, a tal punto da determinarne la classificazione, i leganti hanno lo scopo di dare origine alla formazione di un film continuo ed aderente al substrato che sia in grado di legare e inglobare tra di loro tutti i componenti del sistema.

Dicevamo che determinano la classificazione dei prodotti vernicianti che deriva dal tipo e dalle percentuali dei leganti stessi.

Infatti le pitture all’acqua prendono il nome dal tipo di legante usato:

si va dalle viniliche alle pitture acriliche, dalle pitture silossaniche alle elastomeriche; oppure le classiche tinte a calce, alla caseina, alle colle animali, tempere all’uovo, stucchi a cera.

Mentre tra le vernici all’olio abbiamo le oleosintetiche, le alchidiche, epossidiche, al clorocaucciù, fino alle classiche vernici all’olio di lino, oli essenziali e resine vegetali (papavero e eucalipto, gommalacca, colofonia, dammar, coppale)

Quando parliamo di leganti per vernici o pitture stiamo parlando in definitiva di resina. Resina che costituisce il componente essenziale e indispensabile del sistema verniciante. In percentuale circa il 25% del prodotto.

Per il comportamento di un prodotto verniciante, la funzione filmogena e legante del componente polimerico, risulta fondamentale ed implica chiaramente la natura macromolecolare del componente stesso.

Le resine sono leganti organici e possono essere a loro volta naturali o artificiali

Le resine naturali sono sostanze organiche complesse, prevalentemente di origine vegetale.

Possono essere fossili o recenti. Tra esse le più nota sono le copali, resine molto dure ottenute da alcune Papilionacee tropicali, presenti in Asia, Africa e America del Sud, per incisione della corteccia (resine recenti) o scavandole dalla terra (resine fossili).

Una delle più importanti resine naturali è la Dammar, resina tropicale proveniente dalle dipterocarpacee, famiglia di piante dicotiledoni soprattutto dell’Asia tropicale e si ottiene per incisione e successiva essudazione della corteccia.

Pianta di tipo Shorea-b. Resina Dammar-c.

Tra le resine naturali abbiamo poi la Colofonia, famosa anche col nome di pece greca. Col nome di Colofonia vengono commercializzate due tipi di resina:

  • la vera Colofonia, ovvero il residuo della lavorazione della Trementina;
  • una resina di legno proveniente dalla produzione della Cellulosa.

La maggior parte di esse viene usata per la preparazione di vernici e adesivi

Alcuni prodotti contengono scorie d’altoforno (cemento di altoforno) nei quali spesso si trovano quantità elevate di metalli pesanti e sostanze radioattive.

I leganti sintetici sono nella maggior parte derivati del petrolio e sciolti in solventi organici. In teoria, le resine sintetiche, essendo inerti, non dovrebbero rappresentare un rischio per la salute.

Il loro impiego, però, comporta emissioni dei Composti Organici Volatili e, soprattutto, di monomeri residui, alcuni dei quali, vedi stirene, butadiene, gli isocianati, il cloruro di vinile, la formaldeide e i fenoli, sono altamente tossici per la salute umana.

La produzione di leganti inorganici richiede, inoltre, l’impiego di molta energia, risultando di fatto poco ecosostenibile.

COSA SONO LE CARICHE E I COADIUVANTI

Meno costosi dei pigmenti, le cariche sono sostanze inorganiche e vengono usate principalmente come riempitivo, permettono, cioè, di ridurre la quantità necessaria dei pigmenti stessi.

Inoltre hanno la capacità di migliorare le caratteristiche estetiche e reologiche delle vernici, ovvero deformazione e viscosità e facilitano le operazioni di livellamento e di carteggiatura.

Di colore bianco o leggermente più scuro sono materiali inerti quali: silicati di alluminio (caolino); silicati doppi di calcio e magnesio (talco); farine fossili (diatomee); solfato di bario (barite); carbonato di calcio (calcite); ossido di silicio (quarzo).

I coadiuvanti sono componenti minori della formulazione delle pitture e conferiscono diverse caratteristiche al prodotto finale Servono a migliorare l’efficienza del prodotto, in ogni sua fase: da quelle iniziali di lavorazione e stoccaggio, a quelle finali di applicazione e vita effettiva sulle superfici tinteggiate. Andando nel dettaglio Per le Pitture convenzionali abbiamo antischiuma, sospensivi, addensanti, tensioattivi, bagnanti, disperdenti, conservanti, protettivi film secco, ritardanti, antibolle, profumanti, idrorepellenti. Per le Pitture naturali metilcellulose e amidi (addensanti), Oli essenziali (conservanti e profumanti), Sali di boro (conservanti, antibatterici), alcool (x penetrazione dell’olio), Rosso d’uovo e lecitina (tensioattivi).

Gli antischiuma convenzionali, sono una miscela di olii di origine minerale e polveri tipo quarzite, mentre come antischiuma naturali si utilizzano semplici olii vegetali

Gli addensanti e i sospensivanti, sia nel caso di formulazione pitture convenzionali che di pitture naturali, non provengono dall’industria petrolchimica. Il sospensivante è una sostanza tensioattiva che favorisce la dispersione di un prodotto nel mezzo disperdente, cioè agevola la formazione di una sospensione uniforme. L’addensante evita la decantazione e favorisce l’amalgama delle sostanze di carica, migliorando la compattezza del prodotto

Le metilcellulose, gli amidi, le farine di guar, usati come addensanti, e certi sospentivanti, quali ad esempio la bentonite cellulosica, provengono dalla cosiddetta chimica dolce.

La metilcellulosa è una sostanza organica in polvere, derivato della cellulosa, incolore e inodore e si ottiene con cotture di cellulosa vegetale ed esteri gas metano.

Nell’identica modalità vengono lavorati gli amidi e le farine di guar.

Cos’è la farina di guar? E’ il costituente dei semi di una pianta leguminosa, che viene coltivata principalmente in India, e si trova anche in Pakistan, Australia, Africa e Sud degli Stati Uniti.

Il guar, è appunto il fagiolo (o seme), dal quale si ricava la sua famosa sostanza gelificante: la gomma di guar, utilizzata come addensante.

Sempre per cottura viene lavorata, come sospensivante, la bentonite cellulosica, un minerale come la farina fossile in combinazione con un vegetale.

Nelle pitture sintetiche all’acqua o nelle tempere a base di leganti organici naturali, è possibile trovare Ammoniaca, anche se in piccole quantità. La presenza dell’ammoniaca è dovuta alla sua capacità di rendere alcalino il Ph del prodotto provocando la l’addensamento delle metilcellulose e degli amidi.

Infine, troviamo i plastificanti, sostanze, difficilmente biodegradabili, che hanno la capacità conferire flessibilità e plasticità, appunto, ai polimeri della pittura, migliorandone la dilatabilità e la lavorabilità. Nelle pitture naturali, vengono usati come plastificanti, la resina di larice e olii grassi come ad esempio l’olio di ricino.

Tutte le pitture, nella cui formulazione sono contemplati elementi organici, hanno necessità di avere al loro interno anche dei conservanti.

Prendiamo l’esempio delle famigerate pitture all’acqua.

Tutte le pitture a base d’acqua, sia che siano tempere o idrorepellenti, traspiranti, lavabili, e così via, hanno la necessità di impedire la formazione di batteri nella fase di stoccaggio dei prodotti.

Inoltre molti di essi hanno anche dei battericidi per proteggere il film secco: tutte le pitture, sia da interno che da esterno devono contemplare l’antimuffa oltre all’antialga solo per quelle da esterno.

CLASSIFICAZIONE, FORMULAZIONE E TOSSICITA’ DELLA PITTURA

Le pitture vengono classificate secondo vari criteri:

  • secondo il contenuto di leganti,
  • secondo il contenuto di solventi,
  • il tipo di supporto al quale sono destinati
  • il tipo di legante adottato
CLASSIFICAZIONE SECONDO IL CONTENUTO DI LEGANTI
TIPO DI PITTURACARATTERISTICA PRINCIPALE
VelaturePenetrano nel sottofondo formando una pellicola molto sottile
Tempere o tinteggiatureFormano una pellicola igroscopica
VerniciFormano una pellicola quasi impermeabile
LaccheFormano una pellicola impermeabile e molto resistente

Velature

Sono pitture trasparenti con viscosità molto bassa, incolori o al massimo leggermente colorate. Ovviamente non coprenti (velo), solo leggermente nel caso di velature colorate. Hanno la capacità di penetrare in profondità senza compromettere l’igroscopicità del materiale sul quale vengono applicate. Vengono impiegate principalmente per l’applicazione su legno del quale si vuol far mantenere visibile disegno e venature.

Tempere

Sono pitture idrosolubili in genere costituite da carbonato di calcio puro finemente macinato e colle. Essendo idrosolubile, la qualità dell’adesione della tempera al supporto è conseguenziale all’evaporazione dell’acqua contenuta nel prodotto.

VERNICI

Le Vernici sono pitture dense, corpose che creano una pellicola protettiva, pellicola che, a seconda della formulazione, può essere dura o elastica, coprente o trasparente. Se vengono adottate resine naturali o bitumi la pellicola assume brillantezza e durezza. Se, invece, sono presenti esteri ed eteri cellulosici, la pellicola aumenta le proprietà elastiche.

Qualora all’interno del prodotto vi sia la presenza di resine sintetiche, come ad esempio le epossidiche, si formeranno pellicole dure, fragili e con bassa elasticità. I leganti presenti nella formulazione reagiscono a contatto con l’aria attivando un processo di ossidazione o di polimerizzazione.

LACCHE

Le lacche differiscono dalle vernici per la differente percentuale di leganti e per la diversa pellicola prodotta. Quest’ultima, generalmente, si forma per essiccazione e risulta essere più resistente rispetto a quella delle vernici. Esistono in commercio lacche a dispersione a base d’acqua, lacche a solventi organici e lacche a reazione. Solo nelle lacche a reazione la pellicola si forma, appunto, per reazione chimica anziché per essiccazione.

CLASSIFICAZIONE SECONDO IL CONTENUTO DI SOLVENTI
TIPO DI PITTURACARATTERISTICA PRINCIPALE
IdrosolubiliSoluzione o dispersione del legante in acqua
A solventiSoluzione o dispersione del legante in solventi organici
Prive di solventiReazione chimica di una parte del legante con un’altra

IDROSOLUBILI

Fanno parte delle pitture idrosolubili:

  • le pitture a dispersione;
  • le pitture a latice;
  • le vernici acriliche.

Possono contenere solventi organici e plastificanti, oltre a conservanti per la prevenzione della formazione di muffe all’interno del prodotto.

Le pitture idrosolubili a base di resine sintetiche contengono monomeri residui che, a contatto con l’acqua, evaporano durante l’applicazione, incidendo sulla qualità dell’aria dell’ambiente confinato.

PITTURE A SOLVENTI

Possono contenere solventi organici fino al 10% e i più usati sono i glicoli e gli alcoli.  Gli additivi, principalmente sono formaldeide e isotiazoloni con funzione di conservanti, quest’ultimi, sono un gruppo di biocidi e vengono utilizzati come antimuffa.

PITTURE PRIVE DI SOLVENTI

Formano la pellicola a temperatura ambiente per reazione chimica dei leganti

CLASSIFICAZIONE SECONDO IL TIPO DI SUPPORTO
TIPO DI PITTURATIPO DI SUPPORTO
Per supporti mineraliLaterizio, pietra, cemento, intonaco
Per supporti vegetaliLegno, carta da parati
Per supporti metalliciFerro, alluminio
CLASSIFICAZIONE SECONDO IL TIPO DI LEGANTE
TIPO DI PITTURATIPO LEGANTE
Pittura a calceCarbonato di calcio
Pittura ai silicatiSilicati di potassio
Pittura alla caseinaCaseina
Pitture acrilicheResine acriliche
Pitture alchidicheResine alchidiche

PITTURE A CALCE

Sono semplicemente una miscela di carbonato di calcio e acqua. In questa formulazione la calce ha la doppia funzione di legante e pigmento. Molto economiche, disinfettanti per l’ambiente, resistono all’umidità e assorbono gli odori. Di contro, come ben sappiamo, non sono lavabili e poco durevoli. Per aumentare la loro resistenza è possibile aggiungere caseina e olio di lino formando così le tempere all’olio, un tempo usate per tinteggiare le cucine.

PITTURE AI SILICATI

Pitture minerali, idrosolubili, idrorepellenti e fungicidi.

Leggermente disinfettanti, sono resistenti all’azione di basi, agli acidi, e all’abrasione. Come leganti vengono utilizzati i silicati di potassio, mentre il solvente è l’acqua e non necessitano di alcun conservante.

PITTURE ALLA CASEINA

Le pitture alla caseina sono dispersioni contenenti acqua come solvente e caseina come legante, con possibili aggiunta di calce, in tal caso non necessitano di conservanti. Igroscopiche, asciugano rapidamente e risultando idrorepellenti sono anche lavabili, ancor con l’aggiunta di olio di lino.

PITTURE ACRILICHE

Anch’esse pitture a dispersione. Le resine acriliche utilizzate come leganti sono ben emulsionabili in acqua permettendo una rilevante riduzione del contenuto di solventi organici, la cui presenza, comunque, non è da sottovalutare per la nostra salute.

PITTURE ALCHIDICHE

Contengono come leganti i poliesteri e solventi organici nella misura che può variare dal 10 fino al 50% del contenuto. Asciugano sia a temperatura ambiente che al forno. Rispetto alle acriliche formano una pellicola molto più resistente e quindi risultano più durevoli.

CONFRONTO TRA PITTURE DI SINTESI E NATURALI

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Prima di analizzare e confrontare tra loro le pitture naturali e di sintesi è necessario soffermarsi su alcuni concetti chiave.

Partiamo dai processi di fossilizzazione e vitalizzazione.

La fossilizzazione viene definita un processo caratterizzato dal cosiddetto “punto biologico zero” (Vittorio Tamburrini). Vale a dire che gli organismi che subiscono un processo di fossilizzazione perdono qualità vitale.

Di contro la vitalizzazione è un incremento di qualità biologiche e quindi vitali.

Infatti dalla sostanza minerale si produce un organismo il cui valore biologico è più di una semplice somma di sostanze organiche.

Ci troviamo di fronte a due processi di morte ma con conseguenze completamente differenti.

Come ben sappiamo il petrolio è una miscela di molecole si trova in vaste cavità sotterranee, lontano dai processi vitali e non più in grado di rientrarvi.

Contrariamente, la morte di una pianta, decomponendosi e trasformandosi in humus, rientra nel ciclo riproduttivo della vegetazione, inserendosi nel processo vitale della biosfera.

Il primo processo di fossilizzazione è definitivo e irreversibile, rende le sostanze impossibilitate ad essere utilizzate dalle forme viventi divenendo per quest’ultime pericolose e in alcuni casi mortali.

Il secondo processo di vitalizzazione trasforma le sostanze degli esseri viventi che cessano di vivere trasformandole in materiale organico indispensabile alla vita della biosfera.

Questa dicotomia tra materie prime derivate dal petrolio e materie prime provenienti da sostanze vegetali e minerali, tra fossilizzazione e vitalizzazione, inserendo il concetto di tossicità delle sostanze, permette di poter individuare un discrimine fondamentale tra pitture naturali e di sintesi.

BIOCOMPATIBILITA’ E PROCESSUALITA’

IL DI CONCETTO DI SALUBRITA’

Salubre significa: “che fa bene alla salute”. Decliniamo questa definizione. Un ambiente salubre è un ambiente confinato che fa bene alla nostra salute. Un ambiente indoor che sia vitale, rigenerante per la mente, per il corpo e per lo spirito.

Affinché l’ambiente confinato possa definirsi salubre, però è necessario che le sostanze usate per la realizzazione di un ambiente indoor debbano rispondere a tre parametri essenziali.

Questi parametri sono:

  • la biocompatibilità
  • la processualità
  • la sicurezza.
  • La BIOCOMPATIBILITA’ è la capacità di una sostanza di essere metabolizzata da organismi viventi, cioè di essere assorbita con tutte le funzioni vitali trasportate e trasmutate durante il processo di trasformazione.

          Un materiale biocompatibile è un materiale vivo.

  • La PROCESSUALITA’ è l’insieme dei processi che danno origine ad una sostanza organica o inorganica.

Se la sostanza proviene da un processo di fossilizzazione di conseguenza non porterà con se elementi vitali e quindi non biocompatibili.

Se invece proviene da processi vitali e non da proveniente da petrolio o carbon fossile, sarà biocompatibile dando corpo a forme e sostanze vegetali vive.

  • La normativa sulla SICUREZZA indica parametri, soglie e metodi applicativi che preservano la salute.

CONFRONTO TRA PITTURE DI SINTESI E NATURALI

Nella tabella sottostante possiamo vedere a confronto le pitture di sintesi con le pitture naturali.

Risulta evidente la differente composizione dal punto di vista bioecologico.

È facile fare deduzioni sul differente impatto prodotto sulla salute

PITTURE DI SINTESI PETROLCHIMICAPITTURE NATURALI
ContieneSolventeAcquaMineraliVegetali ad olioVegetali ad acqua
SolventiRagia minerale Benzene NitroAcetone Butossietanolo TiazoloneNessunoOli essenziali vegetaliNessuno
GlicoliNoMethilglicoliNoNoNo
BiocidiProbabiliFormaldeideNoNoNo

Passiamo dalla presenza di benzene come solvente all’assenza totale o al massimo l’uso di olii essenziali vegetali. L’assenza totale di formaldeide nelle pitture naturali, così come quella di Methilglicoli

MATERIE PRIME E BIOCOMPATIBILITA’

In bioingegneria la biocompatibilità è l’attitudine di una sostanza o di un materiale che introdotto nell’organismo non determina alcuna reazione immunitaria o di rigetto. Stessa identica cosa se parliamo di sostanze o materiali bioedili.  Vediamo in maniera più approfondita

LEGGERE TABELLA

MATERIE PRIMEBIOCOMPATIBILITA’
DA PETROLIO Proveniente dal processo di fossilizzazione Escluso dai processi vitali Inquinante permanenteMAI Anche in caso di sostanze non nocive  
DAL REGNO VEGETALE Proveniente dal processo di vitalizzazione Le sostanze minerali vengono organicate ed eterizzate divenendo adatte agli organismi viventiSEMPRE Anche per sostanze nocive
DAL REGNO MINERALE Sostanze amorfe e cristallineSI

Una sostanza non nociva può essere non biocompatibile

Una sostanza nociva può essere invece biocompatibile

Quindi per definire una pittura “naturale” le condizioni sono che debba esse biocompatibile e non nociva

arch. Francesco De Gaetano

Francesco De Gaetano

Architetto dal 1998, specializzato in progettazione residenziale e bioarchitettura. La cifra stilistica della mia progettazione è frutto di ascolto, analisi, ricerca ed esperienza trentennale. Un connubio tra funzionalità ed estetica, tra comfort e forma.     

FD project, il mio studio di architettura e interior design, è un laboratorio artigianale di design e progettazione, dove ogni progetto nasce dall’incontro tra creatività, pianificazione e una solida capacità di trovare soluzioni efficaci per affrontare ogni sfida realizzativa.

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